Riflessioni sul viaggio del 2006
Ultimamente, dal 25 marzo al 7 aprile mi sono recato in Tanzania ancora una volta per accordi con i responsabili del NOSTRO ospedale (affettuosamente parlando) di Tanga, per documentare e poter poi riferire qui ai nostri sostenitori.
Sono stati giorni fruttuosi molto intensi di incontri.
L’ospedale è quasi terminato (salvo la sala operatoria) ed è diventato BELLO ma
soprattutto efficiente.
Basti dire che l’utenza è aumentata di 1/3 e non è ancora finito e le persone vengono a farsi curare lì perfino da 70-80 km di distanza.
Oltre le degenze, rinnovate già l’anno scorso, ormai è completamente ristrutturato il
laboratorio, i nuovi ambulatori e la sala parto e la maternità.
La Diocesi ha assunto 2 medici in più e 3 paramedici più altro personale ausiliario per sostenere questo aumento di richieste; inoltre vuole ampliare i servizi costruendo un distruggitore di rifiuti infetti e un piccolo ma efficiente ambulatorio e ricovero specifico per malati di AIDS e anche una sala per raggi X.
Noi non potremo forse sostenere tutte queste iniziative ma ho capito (me l’hanno detto chiaramente) che senza l’imput iniziale sostanziale nostro niente di tutto questo sarebbe stato possibile.
Ancora. Poco lontano dall’ospedale Tumaini c’è un ospizio per anziani in grave decadenza
e ci siamo impegnati a ristrutturare e igienizzare anche quello.
Va detto che in Tanzania non esiste praticamente previdenza per gli anziani e, soprattutto quelli soli, se non autosufficienti, sono destinati a morire di stenti in breve.
Vogliamo dare a questi amici la possibilità di un ultimo periodo di vita dignitosa. Quindi i nostri prossimi obiettivi sono:
1) La casa di ricovero per gli anziani
2) Le attrezzature per la sala operatoria
Al termine del mio terzo viaggio a Tanga dall’inizio dei nostri interventi all’ospedale
Tumaini posso condividere con voi la soddisfazione per almeno due ragioni:
1) i nostri interlocutori non si siedono aspettando assistenza, ma l’aiuto è servito
loro per rimboccarsi le maniche e andare avanti con le proprie gambe
2) noi abbiamo finanziato (e controllato) solamente (a parte diverse attrezzature mandate in alcune spedizioni tramite container) ; ma hanno lavorato lavoratori del posto, giustamente pagati, padri di famiglia che portano a casa uno stipendio (muratori, carpentieri, elettricisti, manovali generici...)
Probabilmente ci sarà ancora da fare ma delle cose fatte fino ad ora siamo pienamente soddisfatti anche perchè, a parte pochissime spese di viaggio, di cancelleria e telefono, la quasi totalità (circa il 96%) dei soldi versati dai donatori sono andati all’ospedale e ai suoi bisogni.
Grazie ancora del vostro aiuto davvero generoso e costante.
IL VOSTRO AMICO Franco Cargiolli, socio Tumaini – Onlus e socio della Locomotiva.

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