RELAZIONE SULL’ANDAMENTO DELL'ASSOCIAZIONE NEL 2010
Cari Amici,
l’annuale appuntamento con l’assemblea ordinaria è un momento importante per la nostra associazione, un incontro che ci permette di fare il punto su quanto avvenuto nell’anno precedente e su quanto pensiamo di programmare per l’anno successivo. Cercherò pertanto di essere breve e chiaro, dando spunti di riflessione per il dibattito ed indicare le linee future da sottoporre alla vostra approvazione.
1) soci – quote – donazioni: è noto a tutti che la Tumaini Onlus vive delle quote
sociali e di eventuali donazioni. E’ noto a tutti che, socialmente ed economicamente, le famiglie e tutti stanno attraversando un difficile momento; forse è per questo che una buona parte di coloro che in passato ci avevano assicurato sostegno ed adesione, attualmente il loro supporto appare oggi un po’ appannato. Mi riferisco in particolare a diversi soci che da tempo non versano più la quota e quindi, a norma di statuto, cesserebbero di essere nell’elenco dei soci (ce ne parlerà tra poco il tesoriere) a meno che non riprendano il versamento della quota e sanino la situazione.
Mi viene da pensare che forse sarebbe stato meglio essere più insistenti a sollecitare chi non aveva versato la quota annuale, come a volte vediamo che da qualche ente viene fatto, ma l’Associazione, da subito, ha fatto la scelta di credere nella responsabilità delle persone, senza affidarci alla tecnica dell’insistenza. Se ci fossimo sbagliati, è il caso che tutti e ognuno per la propria parte si dia da fare
attivamente nel comunicare e sollecitare altri amici affinché si iscrivano o non
abbandonino l’associazione senza un realmente forte motivo.
2) Rendiconto Progetti. Tumaini: nel 2010 abbiamo continuato nel sostegno al nostro primo progetto, inviando 15.000 euro per la prosecuzione della costruzione del nuovo reparto dedicato ai malati di AIDS ed alla pediatria;
2000 euro sono state inviate per contribuire a pagare i dottori, ed altre 2000 per
sostegno ai bambini e ragazzi in difficoltà. Del Tumaini parlerò ancora tra poco nel darvi conto di quanto si è fatto nello scorso mese di aprile da parte di una équipe medica che è andata laggiù. Nyakypambo: abbiamo qui Padre Liberatus, il quale ci darà le ultime informazioni sulla sua parrocchia. Noi abbiamo inviato nel 2010 la somma di 10.000 euro destinata alla ristrutturazione costruzione di locali per scuole e laboratori. Progetto Studio: la spesa per sostenere il giovane che stiamo aiutando nei suoi studi si è assestata sulle 1500 euro, di cui 1000 sono arrivate da soci che lo aiutano direttamente e quindi per la Tumaini l’onere è stato 500 euro. Interventi speciali: a seguito del tremendo terremoto che ha colpito Haiti, abbiamo inviato alla Caritas
diocesana la somma di 1000 euro per interventi umanitari in quella terra devastata.
3) Gestione: le spese bancarie, generali, ecc. sono state, come sempre, contenute al massimo, assestandosi a circa 653 euro in tutto, il che significa, sul totale delle entrate, appena l’ 1,68%, per cui credo si debba essere contenti di poter dire che su 100 euro entrate, 98,32 sono state destinate direttamente ai progetti. Se poi consideriamo che delle spese, la voce più grande sono 380 euro
di trasporto per ritirare letti e comodini da inviare in Africa, allora ci avviciniamo sensibilmente ad un livello decisamente soddisfacente e soprattutto a maggiore utilità dei destinatari della Tumaini.
Per l’anno 2011, dato che dobbiamo spedire in Africa un container con i letti di cui ho parlato ed altre attrezzature, nonché macchine per cucire e per maglieria destinate a Nyakypambo, la previsione di spesa che abbiamo preventivato è
superiore, visto e considerato che non possiamo essere sicuri di avere
nuovamente dalla compagnia di navigazione la concessione di un container quasi gratis. E’ stato quindi necessario prevedere una spesa di circa 5000 euro. Se la potremo evitare allora saranno maggiori risorse disponibili per i progetti. Circa maggiori dettagli sui conti vi rinvio alla relazione del tesoriere.
4) Collaborazione con Medici in Africa: è iniziata nel 2010 la collaborazione con Medici in Africa, organizzazione fondata e presieduta dal Prof. Edoardo
Berti Riboli. Nel mese di settembre/ottobre il Prof. Virgilio Bachi si è recato sia al Tumaini che a Nyakypambo, portando con sé l’ex sindaco di Genova Pericu ed un’altra persona intenzionata a fare del bene direttamente. Quando è tornato ci ha incontrato (io e Franco) e ci ha dato le sue impressioni da specialista del settore, dopodiché ha relazionato al consiglio di Medici in
Africa. La conseguenza di tale relazione è stata la loro decisione di inviare
(nell’aprile 2011) un’équipe medica nel nostro ospedale. Sono rimasti circa 20
giorni, e al ritorno il Dott. De Salvo che guidava il gruppo ci ha incontrati per riferirci su quanto fatto e su quanto resta da fare. Va detto chiaramente che essi si aspettavano di poter fare ben di più in termini di operazioni chirurgiche, ma hanno dovuto limitarsi ad altre cure ambulatoriali o interventi in anestesia locale a causa di carenze tecnico organizzative che ci sono state poi evidenziate. Cercando dunque di vedere “il bicchiere mezzo pieno” possiamo ora dire di avere finalmente una maggiore chiarezza sulla reale situazione del Tumaini e su che cosa si deve ancora fare. In termini tecnici abbiamo una lista di attrezzature mancanti o da sostituire, e contiamo di poter caricare queste cose assieme ai letti ecc. nel container di cui ho parlato prima. Le carenze organizzative, in parte, sono riferite più a mancanza di formazione che ad altro, e quindi riteniamo che, con l’aiuto del Dott. De Salvo si possa avviare un serio intervento che consenta al Tumaini di specializzarsi maggiormente in poche cose, e di farle bene, senza puntare a troppo restando poi nel vago. Nei prossimi giorni terremo una riunione tecnica con De Salvo, Giampiero Balladore, Carmelo Russo e le due dottoresse Anna Caviglione e Maria Elena Perfumo che sono già state al Tumaini in passato. Pensiamo di coinvolgere
anche la scuola infermieri del Galliera tramite Anna Porta, nostra amica che la dirige, dato che la figura infermieristica sembra essere forse più importante e necessaria di quella del medico, almeno in questa fase. L’intento è quello di esaminare ed affrontare il problema organizzativo in maniera quanto più professionale ed efficace.
5) Consorzio S.P.e.R.A.: come già accennato nella precedente assemblea e nella
straordinaria dell’inizio dell’anno 2011, noi facciamo parte di questa
“associazione di associazioni” con lo scopo di raggiungere un maggiore coordinamento sia per quanto riguarda le iniziative sia per quanto attiene alla ricerca di risorse, sempre più difficili da ottenere sia dal privato che dal pubblico. Alla fine di giugno ci sarà al Museo del Mare, messo gratuitamente a disposizione, un convegno avente per tema la donna in Africa, al quale sono state invitate molte associazioni italiane, nonché enti pubblici e privati. Ci saranno personalità locali ed internazionali che porteranno il proprio contributo. E’ una occasione per farci conoscere meglio e per continuare su quella strada di coordinamento con altre realtà del volontariato. Attrezzature dismesse da ospedali liguri: In quanto componente del direttivo di S.P.e.R.A. ho dato disponibilità personale per coordinare un settore che sta assumendo un grande rilievo, cioè quello della riutilizzazione dei macchinari medici e delle attrezzature alberghiere dismesse dai vari ospedali liguri a seguito delle note e vaste ristrutturazioni in corso. Il 25 maggio prossimo avrò una riunione in Regione con la funzionaria che segue questo settore la cui importanza per noi e per chiunque operi in Africa mi pare evidente. Ci saranno da risolvere numerosi e grandi problemi tecnico/burocratici, ma vedremo che cosa si potrà fare. L’importante è esserci, dato che si tratta, io credo, di un’occasione irripetibile per ottenere attrezzature che non potremmo mai permetterci di comprare, e che andrebbero al macero, pur funzionanti, anche solo per essere sostituite con altre nuovissime. Un vero scempio da evitare, io credo.
In conclusione, credo si possa dire che la nostra associazione è viva e vitale, sia pure
con una continua necessità di mantenersi all’altezza delle varie situazioni.
Rivolgo quindi anche a voi, come già ho fatto con il consiglio direttivo, un forte ed accorato appello affinché il sostegno alla nostra associazione sia convinto e costante,
ognuno secondo le modalità che più gli sono congeniali, ma che ci sia.
Guai se ci accontentiamo che si tiri a campare e che le cose vadano avanti per inerzia;
la Tumaini non è del presidente o del consiglio direttivo e nemmeno dell’assistente!
Essa è, prima di tutto, di chi forse nemmeno sa che esistiamo, ma ha bisogno di noi ed il Signore ce lo ha messo sulla strada affinché possa trovare un po’ di Lui attraverso di noi. Se noi ci tiriamo indietro forse ci riposiamo, ma qualcuno ne pagherà le conseguenze, anche se noi non lo sappiamo.

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